Miss URPC 2025 · XXXVII
Felicia Faller
Vincitrice 2025 al Teatro Antico di Taormina
Dal palco del Teatro Antico di Taormina alla prospettiva del set: Felicia Faller racconta la sua crescita – tra prove, monologhi, studio in accademia e un momento simbolo sulle note di My Way che lega cuore e determinazione. In questa pagina trovi il racconto discorsivo della sua vittoria, gli highlights del percorso e le risposte alle domande più cercate.
Iniziamo dal presente
Come hai vissuto la proclamazione della XXXVII edizione?
«È stato incredibile: in quel momento preciso non realizzavo. Ero concentrata a pensare a come prepararmi artisticamente e fisicamente per riprovarci l’anno prossimo.
Ho dato il 99% di me e mai mi sarei aspettata di avercela fatta. Ripensando ai mesi trascorsi e ai sacrifici, ho capito che l’impegno, se dato con tutte le energie, ripaga sempre.»
Cosa ti ha colpito dell’atmosfera al Teatro Antico di Taormina?
«Tutto: il teatro, il palco, la consapevolezza di esibirmi in un luogo così importante per la splendida Sicilia e per la sua storia. Vederlo dal vivo è mozzafiato.»
Una parola per riassumere l’esperienza? Perché?
«Crescita. Non è solo un concorso, è un percorso. Ogni giorno ti metti alla prova: è un luogo di crescita personale e consapevolezza.
Durante le selezioni impari tanto di te stessa e del tuo approccio alla vita. Lo consiglio a chi vuole uscire dalla comfort zone e mettersi in gioco.»

Il percorso nel Concorso
Quando e come è iniziata la tua avventura?
«È iniziata per caso, in un periodo difficile. Ho contattato Massimo Meschino (referente Lazio e Molise) e ho fatto la terzultima selezione provinciale.
L’ho passata contro ogni aspettativa e ho continuato per allenarmi e migliorare il portamento.
Ho conosciuto il team: il regista Michele Conidi, la coordinatrice Marika Berti, i fotografi Mario Buonanno e Maurizio Perria. Ognuno ha avuto un ruolo importante. Poi la regionale, altre fasce e coroncine, fino alla Nazionale.»
Un momento che porterai per sempre con te?
«Durante le prove con Garrison, la mia uscita era sulle note di My Way: è la canzone che univa nonno e nonna. Nonno per me era un papà.
Uscendo in abito oro ho guardato il cielo e ho sentito che era con me. Mi ha dato una forza incredibile: quel momento non lo scorderò mai.»
Quale parte ti ha messo più alla prova?
«Le prove. Sono arrivati due monologhi impegnativi: da Il diavolo veste Prada e da Figli (Paola Cortellesi).
Studiavo la notte perché il giorno era per coreografie, shooting e masterclass. Ho provato nella hall fino al mattino per la prova talento e il passaggio giuria.»
Tra talento, portamento e comunicazione?
«Il portamento è stato l’ostacolo più grande: vengo dal calcio, passare ai tacchi tutti i giorni non è stato semplice!
È una competizione che unisce tutto: lascio che sia il tempo a dire quale sarà più mio.»

Una fascia speciale che ti ha emozionata?
«Durante la serata talento ho ricevuto la fascia Xento, brand che realizza le splendide corone del concorso.
In giuria c’era Pablo di Gil Cagné ed è stato lui a consegnarmela spiegando perché mi aveva scelta. Ho conosciuto anche i proprietari del brand: persone favolose.
Quella fascia per me rappresenta nuove opportunità e amicizie.»
Proclamazione: uscita in abito oro sulle note di
My Way
, momento simbolo legato al ricordo del nonno.
Oltre la finale: la tua storia
Chi è Felicia Faller, fuori dal palco?
«Sono un’attrice e imprenditrice, ho 23 anni e sto lavorando con tutte le mie forze per i miei sogni. Origini argentine e ungheresi, nata a Voghera.
Amo sport e alimentazione; diplomata in cinema e grafica; parlo più lingue. A 20 anni ho aperto un’azienda con clienti in Italia e all’estero. A 16 anni mi sono trasferita a Roma da sola per giocare a calcio nella Roma e studiare cinema.
Ho praticato danza, musical e canto. Lavoro anche con i social e ho già esperienze in pubblicità, serie, corti e film. Mi piace più ascoltare che parlare di me.»
La prima passione artistica?
«La recitazione, nata da piccola nella scuola di danza di mamma, con musical e canto. È stata un salvagente in periodi difficili come il bullismo.»
Modelli di ispirazione?
«Angelina Jolie, Ana de Armas, Vanessa Kirby. Di vita: Cristiano Ronaldo, e molti altri.»
Sogni a breve e lungo termine?
«Lungo termine: fare l’attrice in America professionalmente. Breve termine: poter rivedere nonno.»
Cosa ti motiva nei momenti difficili?
«È altalenante: a volte la gratitudine, a volte le persone che mi circondano, spesso la consapevolezza, la crescita, la curiosità.»

Sguardo al futuro
Cosa ti piacerebbe accadesse nei prossimi mesi?
«Lavorare con produzioni per serie e film. Raccontare la mia storia e aiutare tante ragazze tramite i social e dal vivo.»
Hai già ricevuto opportunità dopo la finale?
«Sì: interviste, shooting, ospitate e inviti ad eventi. Nel frattempo continuo a studiare in accademia.»

Dove ti vedi di più?
«Sul set: ho vissuto passerella, microfono e backstage, ma il set è ciò che preferisco.»
Come ti prepari oggi tra studio e vita quotidiana?
«Organizzazione al dettaglio e prontezza agli imprevisti. Studio continuo e presenza sul campo.
Attualmente studio alla Casa dell’Attore, accademia di Maria Rosaria Russo e Giulio Manfredonia: più di un’accademia, con Ross è nato un rapporto speciale.»
Un messaggio a chi sogna il concorso ma si sente “non pronta”
«Il non sentirsi pronte è il momento ideale per provarci. Uscire dalla comfort zone dà una scossa personale e professionale.
Non ascoltate chi vi butta giù: ascoltate voi stesse.»
Chi vorresti ringraziare?
«Massimo e tutto il suo team, i Patron Daniela Eramo e Antonio Lo Presti per la cura e il supporto, Pablo Gil Cagné, Anna di Xento, Ross e Giulio della mia accademia, e tutta la mia famiglia che mi ha sostenuta fino a Taormina.
E poi nonno, fondamentale in questo percorso.
Grazie anche alla Direzione Creativa per l’opportunità di questa intervista.»
Curiosità finali
- Canzone: Golden
- Casa è… «Abbracciare il mio gatto»
- Rituali pre-palco: «Ne ho davvero tanti di tipi diversi»













