Miss URPC 2026 · XXXVIII
Sara Rossello
Sara Rossello è Una Ragazza per il Cinema 2026: «Il bello comincia adesso»
Diciotto anni, un diploma al liceo scientifico appena conquistato e un talento coltivato da autodidatta. La nuova vincitrice si prepara a trasferirsi a Roma per studiare in Accademia: «Voglio entrare nel cuore delle persone».
Quando hanno pronunciato il suo nome, per qualche secondo Sara Rossello non ha capito più niente. «Il mio cervello è andato completamente in crash», racconta. «Ero lì con la corona in testa, i riflettori addosso e il cuore che mi rimbombava nel petto. Cercavo di sorridere per le foto senza far tremare le gambe, ma dentro stavo saltando e urlando dalla gioia».
Diciotto anni, Sara è la vincitrice di Una Ragazza per il Cinema 2026. E per lei la corona è solo l’inizio: tra pochissimo si trasferirà a Roma per studiare in Accademia. «Si apre un capitolo gigante. Non vedo l’ora di immergermi al cento per cento in questa avventura e studiare tantissimo. È un sogno che prende forma».
Una passione cresciuta da sola
Quest’anno Sara si è diplomata al Liceo Scientifico Scienze Applicate. Un percorso che le ha insegnato disciplina e organizzazione, mentre in parallelo coltivava la sua vera anima: canto, recitazione ed espressività. Tutto da autodidatta, senza corsi né scuole. «Quello che so fare l’ho imparato da sola, con tanta curiosità e ore passate a provarci, sbagliare e riprovarci». Proprio per questo l’Accademia rappresenta per lei il passo successivo: dare una struttura a una passione nata spontaneamente.
La scelta di provarci
Iscriversi non è stata una scelta di calcolo. «Al di là di come sarebbe andata a finire, volevo vivermi l’esperienza al cento per cento e salire su quel palco. Se non ci provi fino in fondo, come fai a sapere di cosa sei capace?».
Al suo fianco, dall’inizio alla fine, c’è stata la madre. «È stata la mia roccia. Quando andavo in paranoia o avevo un dubbio, lei era lì a dirmi: “Credici, guarda quanto vali!”. Se oggi sono qui è soprattutto grazie a lei».
La serata del talento
Tra tutti i momenti della settimana finale, quello che Sara ricorda con più chiarezza non è la proclamazione, ma la serata dedicata al talento. Sul palco ha portato canto e recitazione insieme: Mi sei scoppiato dentro al cuore di Mina e un monologo tratto dal film Malcolm & Marie. «Volevo mostrare tutte le mie sfaccettature. Ma soprattutto volevo dire che, in un mondo pieno di violenza e negatività, l’amore puro e sincero esiste ancora». In quel momento, dice, ha capito di essere nel posto giusto.
Stanza 133
Del concorso l’ha sorpresa soprattutto il clima dietro le quinte: un’atmosfera di festa, ragazze che si aiutavano a vicenda e scherzavano prima di entrare in scena. «Una settimana con ritmi così serrati si è trasformata nella più divertente di sempre». Restano le amicizie, le chiacchiere la sera in camera, il truccarsi a vicenda. «La stanza che condividevo con le mie ragazze era la 133, e da lì siamo uscite tutte con almeno una fascia».
Perché una foto sul palco, osserva, racconta solo una parte: «Non mostra i sacrifici, le paure superate un secondo prima di entrare in scena, le corse dietro le quinte coi tacchi in mano».
Una storia che dà la carica
Sul peso di un concorso con oltre 35 anni di storia, da cui è passata anche Giusy Buscemi, Sara non ha dubbi: «È una spinta gigantesca, altro che peso. Mi dimostra che i sogni si possono realizzare davvero e mi fa venire voglia di scrivere la mia storia».
E ai social come nuovo provino risponde così: «Sono una vetrina, un biglietto da visita. Ma il vero provino resta il palco. Sui social puoi rifare un video dieci volte, sul palco no: ci sei tu, con la tua voce e le tue emozioni».
La corona non cambia la persona
Il messaggio che vuole portare con sé ora che ha più visibilità riguarda l’umiltà. «La corona è un simbolo, ma non cambia la persona che sono. Questa vittoria non è un punto d’arrivo, è un punto di partenza». Il sogno è diventare attrice, stare sul set e sul palco. E tra cinque anni le piacerebbe poter dire che quella sera è stata «la scintilla che ha fatto partire tutto», restando la stessa ragazza semplice di allora.
Alle ragazze che quest’anno non sono arrivate in finale, e a chi vuole provarci alla prossima edizione, lascia un invito: «Non mollate e divertitevi. Buttatevi, siate voi stesse. Il vostro valore non lo decide una fascia, ma la passione che ci mettete dentro».








